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Midi F.A.Q. (Frequently Asked Questions)

DOMANDE GENERALI I PRINCIPALI STRUMENTI DA CONOSCERE PER L'UTILIZZO DEL PROTOCOLLO MIDI LA GESTIONE DEI CANALI MIDI LE TABELLE DICHIARATIVE DEI SUONI MIDI
LE PROCEDURE DELL'INTERFACCIA MIDI COSA PASSA NEI CAVI MIDI LA STRUTTURA E I VARI FORMATI DI MIDIFILE COME MIGLIORARE LA QUALITA' DELLA BASI MIDI

Iniziamo con il vedere l'evoluzione che portò alla nascita dei vari formati midi:
Prima della definizione dello SMF (Standard Midi File), proposto per la prima volta nel 1986 dalla americana Opcode Systems, e adottato nel luglio 1988, i produttori di software musicale, per la memorizzazione di eventi Midi, adottavano un loro particolare formato, con il risultato che, pur essendo i dati memorizzati, della stessa natura e su stessi supporti, i brani midi registrati dovevano essere letti dallo stesso tipo di software con cui erano stati creati.
L'implementazione e l'adozione dello SMF ha fatto in modo che, pur utilizzando software musicale (sequencer) diverso, la memorizzazione dei brani in formato Midi avvenisse con la stessa procedura, consentendo così lo scambio e l'utilizzazione tra computer e sequencer diversi. L'utilizzo dello SMF rende possibile ad esempio, lo scambio di brani tra PC (Windows, Dos) e MACINTOSH, ATARI e tra qualsiasi tipo di sequencer in grado di avvalersi di tale standard.

La Struttura

Gli SMF sono composti da due blocchi principali definiti rispettivamente Header-chunk e Track-chunk, i primi 4 byte di ogni blocco, servono ad identificare il blocco stesso.
L'Header-chunk (blocco d'intestazione) è il primo elemento inserito nel midifile, in quanto contiene le informazioni del formato, del numero di traccie e della temporizzazione. Inizia con quattro caratteri ASCII:MThd, che appunto identificano il blocco. Il formato dei dati è visibile nella figura di sotto:



Il Track-chunk (blocco di traccia), contiene gli eventi Midi (nota on, nota off, ecc.) relative ad una singola traccia, prima di ogni evento viene inserito il riferimento temporale (Delta-time), che esprime il tempo trascorso tra ogni singolo evento. I quattro caratteri ASCII di identificazione del blocco sono: MTrk. Il formato è nella prossima figura:

Delta-time

La lunghezza del Delta-time è variabile per consentire un intervallo tra un evento e l'altro anche molto grande, senza pregiudicare la compattezza del file.
Il valore del Delta-time viene calcolato suddividendo il tempo trascorso tra ogni evento, in pacchetti da 7 bit a cui vengono aggiunti dei bit più significativi di valore 1, tranne che per ultimo pacchetto a cui viene aggiunto il valore 0.
La scelta di questa complessa modalità di codifica del Delta-time è stata fatta per limitare la memoria stessa del midifile e potere esprimere nel contempo valori di tempo in teoria infiniti.
Oltre ai messaggi riferiti al canale come quelli di nota, control change, program change ecc. (eventi Midi), nel blocco Track-chunk, vengono memorizzati anche messaggi di Systema Exclusivo, ed i Meta-eventi.
La memorizzazione dei dati di Systema Exclusivo (Sys-Ex) avviene come per gli eventi Midi, viene inserito prima il Delta-time, poi il dato di inizio del Sys-Ex (F0), seguito dalla lunghezza in byte dell'intero messaggio e infine dai dati.
Nella prossima immagine è descritto il formato di memorizzazione del Sys-Ex relativo al di reset General Midi (F0,7E,7F,09,01,F7).


I Meta eventi

I meta-eventi rappresentano un complemento importante negli SMF.
Con essi vengono memorizzati: i nomi delle tracce, la divisione del tempo, la velocità, la tonalità, il testo del brano, il copyright e altro.

I Meta-eventi vengono memorizzati nello SMF allo stesso modo dei Sys-Ex, ma iniziano con l'esadecimale FF. Nella prossima figura, un esempio che descrive il nome di una traccia chiamata INTRO.

I tre formati degli SMF

Formato 0
Le tracce di un brano vengono mixate in una singola traccia che contiene però tutte le informazioni degli eventi di tutte le tracce del brano.

Formato 1
Le tracce vengono memorizzate in modo singolo e contengono gli stessi valori di tempo e metrica. La velocità del brano viene inserita nella prima traccia che fa da riferimento a tutte le altre.

Formato 2
Le tracce vengono gestite indipendenti l'una da l'altra con valori anche diversi di tempo e metrica.

Generalmente i più utilizzati sono il Formato 0 usato principalmente dai sequencer a lettura diretta, cioè che non devono caricare in memoria l'intera sequenza, ma prelevano ed eseguono i dati Midi direttamente. Ed il Formato 1 per i sequencer che possono creare e/o modificare SMF, specie i software musicali, i quali hanno in genere la possibilità di gestione di entrambi i formati.


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